
Intervista alla presidente dell'accademia Cube Art
servizio di Francesco Tortora
Roma - Intervistiamo Antonietta Saracino, la Presidente (e tra gli elementi fondatori) della Accademia Cube Art che, a partire dalla Sicilia Orientale, sta dipanando la propria operatività in ambito artistico non solo nell’area del Bacino del Mediterraneo ma anche in un contesto sovranazionale molto più esteso. Si tratta di una splendida figura di donna, una iperattiva personalità dedita non solo da svariati anni al settore dell’Arte Culinaria ma anche nel campo più totale dell’Arte tout court nonostante quest’ultimo campo richieda tanta energia da profondere in cambio di pochi riscontri, come spesso accade di verificare nella nostra Nazione rinomata a livello mondiale proprio per le sue bellezze architettoniche, naturalistiche e –appunto- per l’Arte. Il che esalta ulteriormente le qualità della Saracino, a tutta lode e gloria del suo operato a favore dei giovani e dell’Arte.
Come è nata l'idea di costituire Accademia Cube Art e quando?E’ nata dopo aver fatto il dirigente nazionale per un’altra accademia, si è trattato di un periodo che ho considerato utile per accumulare nozioni in questo settore dove c’è parecchia improvvisazione, al giorno d’oggi. La pianificazione degli eventi artistici e correlativamente mediatici, infatti, richiede sia nozioni teoriche sia esperienza di lungo corso. Ebbene, nella mia precedente configurazione di dirigente in questa passata struttura culturale dove ho operato, ho verificato purtroppo non riuscivo a portare avanti le mie idee liberamente, l’ho fatto per un anno. Poi ho capito che a relazionarmi con l’ambiente ero sempre io senza l’aiuto di nessuno e la gloria –alla fine della fiera- non era mai o quasi mai mia. Non era una richiesta di vana gloria ma almeno avrei voluto sentirmi dire “Sei stata brava”, invece cercavano persino di ostacolarmi. Praticamente andava sempre così. Poi, dopo il Progetto Cube, messo a punto insieme ai miei ragazzi, ho deciso che era ora di andare avanti da soli, anche perché il successo che volevamo era ormai palese. Ho formato questa accademia voluta con amore da pochissimo tempo, solo qualche mese. Ma i successi ed i riscontri positivi non mancano
Spesso, nel costituire iniziative che riguardano le espressioni artistiche, si raccolgono aneddoti e storie riguardanti le invidie e le difficoltà di natura burocratica ed istituzionale. Ti sei mai chiesta quali siano le radici di questo tipo di comportamenti, paradossali in una Nazione come la nostra, dove l'Arte certo ha rilevanza sia in sede nazionale sia internazionale?
Sicuramente c’è -in più di un caso- un’eccessiva smania di protagonismo e così alcuni intendono queste occasioni culturali come una palestra per poi poter gareggiare nel primeggiare. Io invece, preferisco lasciare spazio a tutte le idee fattibili, perché riconosco ampiamente che i giovani sono una vera fucina, non boccio mai nulla per partito preso, si lavora sempre tutti insieme, spesso agisco anche da sola, porto avanti idee ostracizzate oppure osteggiate, perché capisco che i giovani ed i giovanissimi non li si può imprigionare. Insomma, sono il Presidente che fa tutto. Anche quando non dovrei ma mi piace quello che faccio a livelli nazionali, così come ora speriamo di confrontarci anche in contesti internazionali. Questo spiega perché portiamo vanti un discorso legato anche ad attività editoriali e ad un portfolio fotografico che ritengo favoloso. Bisogna fare in modo di sostenere alcuni progetti pioneristici in ambito culturale, per aprire la gente a culture nuove. Molti ci dicono che siamo folli ma noi crediamo che nella Sicilia del 2008 la follia sia un’altra: l' ignoranza. Vogliamo conoscere e far conoscere.
Arte e Conoscenza spesso vanno a braccetto, altrettanto spesso seguono canali parecchio differenti. In ogni caso, in questo connubio, l'elemento che manca sempre più spesso, soprattutto in Italia, sembra essere quello dei "mecenati", quelli che oggi si chiamano "sponsor". Perché, secondo la tua esperienza, si verifica tale chiusura da parte di chi potrebbe investire in Cultura e non lo fa?
Non lo fa perché dicono di non avere finanze, ad esempio, piacciono più le feste di piazza il cantante del momento, che guardare una bella mostra, dove tutto per loro è eccessivamente statico. I politici seguono la massa e la massa vuole quello che loro si offre. I mecenati li troviamo a fatica e quando questo accade, è perché conoscono te come persona e sanno che sei in grado di portare avanti il Bello. Il più delle volte, quasi sempre, si tratta di soggetti privati. Il cosiddetto Palazzo non si spende e se lo fa vuole essere rincorso: io faccio anche questo. Gli sponsor io li trovo con i miei collaboratori. Anche se a volte ci prendiamo dei clamorosi “no”: più sono ricchi più i “no” sono grandi. Aneddoto: il mio vice predente parlava con un barista di paese, a lui è piaciuto il progetto, ha preso dei soldi e mentre glieli dava gli ha detto “Credi che farò brutta figura?”. E’ stata la cifra più grossa di quel giorno.
Credi che qualcosa possa cambiare in tal senso? Credi anche in Sicilia i potenziali sponsor possano cambiare -anche se lentamente- la propria opinione? Non vorrei insistere troppo su questo tema ma se una banca che finanzia un restauro e può anche defalcarlo dalle tasse si rifiuta di mettere a disposizione dei capitali per questo tipo di attività, quali spazi restano per agire a favore dell'Arte?
La banca ti cerca solo per versare i tuoi capitali nelle loro contabilità e nei loro conti corrente, difatti a sostenere le nostre attività di promozione della Cultura stanno arrivando finanziatori dal Belgio per ristrutturare le bellezze della Sicilia. Se i privati non si faranno carico anche di questo, tutto quello che è già fatiscente non ci sarà più. Tra qualche anno assisteremo a situazioni di progressivo degrado come lo si verifica già attualmente circa il Centro storico di Palermo. Buona invece l’iniziativa del Sindaco Vittorio Sgarbi il quale ha regalato le case del Centro Storico di Salemi a chi assicura in cambio una degna ristrutturazione. Ci vogliono più Sindaci che amano il Bello, politici che vengono fuori dai loro Palazzi e vanno a vedere i Centri Storici, non certo belli da vedere il più delle volte. La Puglia è avanti in questo, la Sicilia non è neanche partita. Le banche sono fuori, io ormai gioco troppe trafile per arrivare finio a loro.
Un'ultima questione: ho notato che avete investito subito tempo e capitali nella strutturazione di un bel sito di presentazione delle attività di Accademia Cube Art (www.accademiacubeart.com). Questo lascia intendere che le vie del Web le considerate utili per estendere i criteri di conoscenza del vostro operato anche al di fuori dei confini nazionali?
Il Web lo riteniamo il “salotto buono” per arrivare prima e lontano. Magari sbagliamo, visto che nei salotti spesso si fa solo pettegolezzo. Ormai noi in salotto ci lavoriamo e ci confrontiamo. Scherzi a parte, Internet è una grande opportunità per tutti. Anche chi vive come noi in un’isola può arrivare a Bangkok, New York, Damasco, Parigi fino al vicino di casa. Il che dimostra ulteriormente che aveva ragione John Donne, il poeta inglese che visse a cavallo tra Cinquecento e Seicento, il quale scrisse, appunto, “Nessun uomo è un’isola”.
Administrator op venerdì 19 settembre 2008 - 16:05:40
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