Roma - Maltrattamenti? Non proprio, certo, diritti negati, nessuna telefonata ai familiari, ma botte proprio no. Manuel Zani, l’attivista italiano catturato a bordo di una delle navi della Freedom Flotilla dalle forze di sicurezza israeliana appena giunto a Roma con un volo delle linee aree turche provenienti da Istanbul dove era stato trasferito ieri sera, racconta le fasi concitate che hanno portato al suo arresto e a quello di altri centinaia di attivisti.
«Noi - racconta dopo aver superato il muro umano di amici che lo hanno stretto in un abbraccio soffocante - insieme a Manuel Luppichini eravamo a bordo della nave per girare un documentario. Di quella notte, infatti, ricordo: navigavamo tranquillamente quando abbiamo visto i gommoni israeliani che hanno circondato tutte le navi e sono saliti a bordo.